mercoledì 19 novembre 2008

Chiude temporaneamente lo sportello


Cari lettori e consumatori, con estremo rammarico vi annunciamo la fine della collaborazione con la Confconsumatori. Decisioni verticali contrarie all'orientamento di servizio ai consumatori e ad ogni logica di sviluppo e presenza sul territorio dell'associazione, c'impongono la sospensione momentanea dell'attività. Il tempo di assumere una risoluzione che risolva l'inconveniente e riprenderemo l'avventura con rinnovato entusiasmo.

venerdì 24 ottobre 2008

Seminario d'Autunno sulla politica Europea dei Consumatori


Il seminario di aggiornamento per le Associazioni dei Consumatori è stato organizzato dalla Commissione europea e dal Gruppo europeo consultivo consumatori. Rivolto ai rappresentanti delle Associazioni di livello nazionale, regionale e locale, si è svolto il 12 settembre 2008 nella sala Bramante del Centro Congressi Palazzo delle Stelline Corso Magenta, 61 Milano.
Anna Bartolini (rappresentante italiana dell'ECCG Gruppo europeo consultivo consumatori)
La positiva esperienza del primo incontro di 2 anni fa, ci ha persuaso a proporre questa seconda edizione. Illustreremo l'attività svolta ed in corso di svolgimento in sede Comunitaria, spesso trascurata dall'informazione.
Carlo Corazza
(direttore della Rappresentanza a Milano della Commissione europea)
I consumatori rappresentano la seconda gamba del mercato, sono gli attori indispensabili al mercato interno europeo. L'apertura dei mercati energetici, iniziata con le liberalizzazioni della seconda metà degli anni '90, osteggiate dalla Francia, si è compiuta nel 2003 per il settore gas e il I luglio 2007 per quello elettrico (direttive 54 e 55 del 2003). Gli auspicati effetti della liberalizzazione saranno: la diminuzione dei prezzi e gli aumenti di qualità ed efficienza del servizio; di contro pratiche commerciali sleali, garanzia dell'universalità del servizio e tutela delle fasce deboli. Al fine di proteggere il consumatore da quei rischi, la Commissione si è fatta promotrice della redazione di una carta dei diritti dei consumatori nel settore energetico. Obbiettivi chiave: sostenere i cittadini europei più vulnerabili nell'affrontare l'aumento dei costi energetici, migliorare il livello d'informazione per avere alleati nell'attuazione delle politiche di contrasto ai cambiamenti climatici, facilitare il cambio di fornitore e fonti di approvvigionamento. La nuova politica energetica comunitaria si sostanzia con il cosiddetto pacchetto energia del 10 gennaio 2007, che per i suoi contenuti avvierà mutamenti socio-economici paragonabili a quelli innescati dalla rivoluzione industriale. 20-20-20-20: aumento del 20% dell'efficienza energetica, riduzione del 20% di emissioni di CO2, incremento del 20% dell'approvvigionamento energetico da fonti rinnovabili, tutto entro il 2020. Questa politica sta trovando serie resistenze opposte in Consiglio europeo dal Governo italiano (ndr).
Paola Testori-Coggi (direttore generale aggiunto alla DG SANCO)

Novità in materia di credito al consumo: la nuova direttiva attiverà a maggio del 2010 l'armonizzazione di alcune regole: l'informazione dovrà essere standard e facilmente comprensibile; si farà riferimento ad un unico tasso il TAEG (tasso annuale effettivo globale); il termine per esercitare il ripensamento sarà esteso a 14 giorni dalla stipula del contratto; il finanziamento sarà estinguibile in ogni momento senza l'applicazione d'alcuna penale e sarà disciplinata la commerciabilità a distanza di mutui e prestiti.
Il
Consumer Market score board è uno strumento di monitoraggio della Commissione europea per valutare il comportamento degli attori nei mercati dei vari settori, analizzato in base alla raccolta dei reclami di consumatori. Da essa emerge come il consumatore europeo sia impreparato ad agire consapevolmente in ambiti specifici, per ovviare a ciò è attivo dal 2006 il sito Dolceta, uno sportello unico dove i consumatori possono trovare utili informazioni.
Le azioni collettive risarcitorie dovranno essere connotate positivamente e non mutueranno i difetti delle
class-action americane.
Si armonizzerà anche il sistema di certificazione ecologica di sostenibilità dei prodotti:
Ecolabel operativo dal 1992.
Le frodi alimentari emerse nell'ultimo periodo evidenziano il progresso scientifico nella
capacità di misurazione degl'inquinanti: rilevabili quantità dell'ordine dei pico grammi (1000 miliardesimi di grammo). In Europa sono vietate le produzioni di carne e prodotti derivati da animali clonati.
Massimiliano Dona (presidente dell'unione nazionale consumatori e membro alternativo ad Anna Bartolini)
Il Governo ha procrastinato l'entrata in vigore della legge che disciplinerà l'azione collettiva risarcitoria al prossimo gennaio, per pensare a come estenderla anche alla Pubblica Amministrazione. Potranno agire le Associazioni che prevedano nel proprio statuto la tutela di quella specifica classe ed il singolo appartenete ad essa. Sembrano sconfortanti gli scenari che si profilano all'orizzonte a causa anche di una campagna informativa avversa. Gli esempi virtuosi sono nei soliti paesi Scandinavi.
Claudio Melchiorre (Antenna CNCU a Bruxelles)
Il progetto Antenna con funzione di
lobbing: seminato il dubbio sulla bontà del processo di clonazione animale; separazione delle reti: telefonia, gas, elettricità; Euromed: consumatori del Mediterraneo; modello di best practise per l'attività della Guardia di Finanza italiana.
Alessandro Palmigiano (avvocato esperto italiano nel gruppo di lavoro UE)
Nasce l'esigenza di adottare un ordinamento comune a livello comunitario almeno per la normativa contrattuale. Attualmente si applica l'armonizzazione minima: ciascuno Stato Membro, adotta nel proprio ordinamento giuridico, i principi contenuti nelle direttive europee con la facoltà di ampliarli. Il risultato è la disomogeneità tra Stati più o meno virtuosi. Sarebbe auspicabile l'adozione di un modello ad armonizzazione completa, totale, orizzontale.

sabato 9 agosto 2008

Seminario ADSL Fibra ottica ... 2

continua e si conclude la relazione sul Seminario.
Confronto tra Operatori e associazioni di Consumatori
Sono intervenuti i rappresentanti di: Fastweb, l'azienda non ha ancora rivisto le condizioni generali di contratto alla luce di quanto espresso nel parere dalla Commissione, Tiscali ha introdotto qualche variazione nell'ottobre 2007, Telecom continua ad aggiornare le condizioni contrattuali e Tele2 ha realizzato nuove condizioni da cui saranno espunte le clausole indicate come vessatorie e saranno operative dal mese di settembre. Ha fatto discutere l'intenzione di Tele2 di rendere le condizioni contrattuali consultabili solo via web: dal loro sito senza più inviarne copia ai clienti, Tommaso di Buono (Adiconsum) l'ha evidenziata come probabile vessatorietà. Francesca Scotti (Confconsumatori) ha raccontato come la scelta dell'Operatore, tra i consumatori, sia orientata verso quelli che hanno fama di dare meno problemi e non ha quindi basi qualitative. La stessa Tele2 ha ammesso come essa si proponga di conquistare gli utenti sensibili al prezzo e come la qualità del servizio sia commisutara a tale parametro. Soddisfazione espressa da Telecom per i risultati ottenuti dalle conciliazioni paritetiche che hanno raggiunto, per il 2007, quota 13000.

lunedì 14 luglio 2008

Seminario ADSL Fibra ottica ...1

Lunedì 7 luglio 2008, nella Sala Colonne di Palazzo Affari ai Giureconsulti in piazza Mercanti 2 a Milano, si è svolto il seminario: "La trasparenza e l'equità delle condizioni generali dei contratti per l'accesso alla rete internet a banda larga", organizzato dalla Camera di Commercio di Milano, in occasione della presentazione del Parere sulla conformità delle condizioni generali dei contratti di accesso, a banda larga, alla rete internet alla normativa sulle clausole vessatorie reso dalla Commissione Clausole Vessatorie dello stesso ente. 

L'incontro, prevedeva la divisione della mattinata in due momenti: il primo di presentazione del lavoro svolto dai componenti della Commissione ed il secondo di confronto tra i rappresentanti dei principali operatori telefonici e quelli delle associazioni di consumatori.

Presentazione del Parere

Paolo Guggioli (Presidente dell'Ordine degli Avvocati di Milano), ha delineato il quadro normativo di riferimento per le clausole vessatorie, puntando l'attenzione sul Codice del Consumo. Vincenzo Franceschelli (Professore di Diritto Privato presso l'Università di Milano Bicocca), ha iniziato percorrendo le tappe fondamentali  del percorso evolutivo che ha coinvolto la fornitura del servizio telefonico: dalla SIP, che in qualità di esercente di pubblico servizio garantiva criteri d'imparzialità ed universalità, passando per la trasformazione in Telecom monopolista, divenuta poi ex monopolista dopo la liberalizzazione degli anni '90, giungendo al ruolo attuale di IncumbentHa proseguito l'analisi illustrando i risultati emersi dal lavoro della Commissione: il modello contrattuale è un compromesso tra le esigenze di Marketing dell'azienda, deve contenere condizioni accattivanti per il consumatore, e l'ineccepibilità giuridica, e si deve collocare entro i confini fissati dal Codice delle comunicazioni elettroniche. Si ha così una pluralità di modelli contrattuali in cui l'utente deve destreggiarsi per scovare quello con le condizioni più favorevoli. Eugenio Dalmotto (Professore di Diritto Processuale Civile presso l'Università Statale di Torino): spesso, le condizioni contrattuali che ci vengono presentate a voce si discostano dal contenuto scritto a cui realmente aderiamo, in genere la tutela individuale viene esercitata con la conciliazione, raramente si arriva davanti al giudice e quando ci si arriva le aziende telefoniche soccombenti devono pagare le spese processuali che hanno poco rilievo sui loro imponenti bilanci. Le azioni collettive inibitorie istruite dalle associazioni dei consumatori possono avere risvolti più rilevanti perchè vanno ad intaccare l'immagine commerciale dell'azienda, per applicare la Class Action all'italiana si dovrà attendere l'anno prossimo. Per Enrico Maria Cotugno (Autorità Garante delle Comunicazioni), la valutazione di conformità alla normativa in materia di clausole vessatorie dovrebbe essere competenza dell'organo amministrativo di vigilanza, così come avviene per esempio in Francia, e non affidata all'organo giurisdizionale come si verifica invece nel nostro Paese; le carte dei servizi dovrebbero essere redatte in termini semplici e facilmente leggibili dagli utenti e contenere le informazioni davvero rilevanti.

Continua...