MpS. In questi giorni si é diffusa la notizia: anche nei bar ed in giro tra la gente se ne parla, che il gettito Imu ricavato dalla prima casa, un ammontare oscillante fra i 3,5 e 4 mld di euro, servirà alla banca Monte Paschi di Siena per uscire dal suo fallimento. Incuriosito, ho approfondito la vicenda (segnalo l'ottima puntata di Report del 6 maggio scorso dall'eloquente titolo:"Il Monte dei fiaschi") ed effettivamente ho scoperto che la terza banca Italiana, la prima al mondo per la sua storia (fondata nel 1472 vent'anni prima della scoperta dell'America), naviga in pessime acque. Il bilancio del 2011 si é chiuso con una perdita di 8,4 mld. Questo declino sembrerebbe aver avuto inizio (secondo molti analisti), con l'acquisizione nel 2007 di Banca Antonveneta dagli spagnoli di Santander, per una somma vicino ai 10 mld contro i 6 pagati dagli Iberici. Tra voi cari lettori, i più attenti si saranno certo ricordati dell'altra oscura faccenda legata proprio alla banca veneta ed ai sotterfugi ed illeciti a cui i furbetti del quartierino (vedi alla voce Fiorani, Gnutti, Ricucci, Fazio & Co) ricorsero (era l'estate del 2005) per entrarne in possesso, a danno degli olandesi di Abn Amro che riuscirono infine a spuntarla. Giochi di speculazione finanziaria e cattiva gestione del credito, contribuirono a precipitare la MpS nello stato in cui ora si trova. Il nuovo presidente Profumo e l'ad Viola sono chiamati a risanare le casse ormai vuote della banca, con un piano industriale fatto di dismissioni, prepensionamenti ed aiuti di Stato, attraverso i Monti bond otterranno un prestito intorno ai 4 mld: l'equivalente della cifra raccolta con l'Imu sulla prima casa.
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mercoledì 26 dicembre 2012
giovedì 23 febbraio 2012
Altri titoli di debito: Palladium Securities 1
L’approfondimento raccontato in questo post, nasce
dall’avventura finanziaria di un risparmiatore, lasciatosi convincere dalle
pessime e forvianti informazioni dispensate dal proprio intermediario
finanziario, che sarà facilmente identificabile nel corso della narrazione, considerata
l’unicità del soggetto collocatore gli strumenti d’investimento. Il nostro
consumatore, possessore di una discreta somma, avrebbe avuto l’esigenza, a
seguito della scadenza delle obbligazioni fin’allora detenute, ad impiegare i
fondi in titoli riscattabili a breve termine ed a basso rischio, in vista
dell’imminente acquisto di un’abitazione, ma i cattivi consigli del bancario
gli costavano caro: riusciva a perdere circa il 30% del capitale impegnato.
Gli strumenti
finanziari. Euro TLX: la Sim che organizza e gestisce la negoziazione
secondaria di bond e titoli di stato, classifica questi strumenti, spacciati
dal collocatore come semplici obbligazioni a basso rischio, nella categoria:
Altri titoli di debito, avvertendo il potenziale acquirente che sono
caratterizzati da elevata complessità. Proviamo a semplificarla. L’emittente è
la società per azioni Palladium Securities 1, costituita in Lussemburgo secondo
il regime del Securisation Act del
2004, quello disciplinante le cartolarizzazioni, è considerata una cosiddetta
società veicolo. In particolare, la Palladium è suddivisa in comparti a cui
fanno capo i vari titoli delle serie che costituiranno l’attivo dei comparti
stessi. Il comparto 62-2011-04 emette questi titoli al portatore identificati
dall’Isin XS0631516613, quotati sulla borsa Lussemburghese, di valore nominale
1000 euro, alla scadenza (settembre 2017), li rimborserà integralmente e nel
frattempo staccherà cedole trimestrali (gli interessi), calcolate sul valore
dell’Euribor a 3mesi, con un floor
del 3,10% ed un cap del 5%.
venerdì 15 aprile 2011
L'Opa su Iw Bank: l'affare di UBI Banca
Iw Bank Spa è una banca specializzata nell'offerta di servizi finanziari e bancari online. Oltre all’Italia, è attiva in Austria, Francia, Gran Bretagna, Germania, Lussemburgo e Belgio. Fondata da Banca Imi nel 1999, Iw Bank Spa è stata rilevata per l’80% da Centrobanca. Nel 2002 ha acquisito Eptatrading, nel 2006 Bpu Banca ha invece assorbito da Banca Imi il residuo 20% di Iw Bank Spa (da Ilsole24ore) e nel 2007 è stata quotata in Borsa. Precisamente (dati Borsa Italiana) l'IPO (offerta pubblica iniziale) è stata avviata alla metà di maggio 2007 per un numero di azioni complessive pari a 13 milioni e 385 mila di cui 7 mln di nuova emissione ed il restante già in vendita. Di questi 13mln: 6 mln e 625 mila destinate ai risparmiatori (3.833 assegnatari) mentre 6 mln 760 mila agl'investitori istituzionali (77 assegnatari). Prezzo per ciascuna azione 4,6 euro. L'azionariato pre-IPO era così composto: 46,36% Centrobanca (gruppo UBI); 26,36% Qwerty (?); 18,18% UBI; 4,26% altri con quote inferiori al 2% ed infine 2,50% e 2,33% ai due amministratori: Casale Pasquale e Marti Benedetto rispettivamente. Dall'inizio poi delle negoziazioni: 23 maggio 2007 il valore delle azioni ha registrato un progressivo deprezzamento: vedi grafici.
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